citazioni | AFFOGANDO PER RESPIRARE
mercoledì, 03 dicembre 2008
1° sigla finale della serie tv (episodi 1 - 19)
Ho fatto un sogno che nessun altro può fare
E ho gettato via tutto ciò che non mi serviva
Nel mio petto dimorano pensieri che non posso abbandonare
Anche se mi trovo ancora nel baratro tra realtà e idea
I miei piedi sono bloccati dalle catene del sacrificio
Non riesco a trattenere i miei impulsi più violenti
Poichè ho un cuore che desidera con ardore
bugie... paure... vanagloria... dolore...
Ma non sarò debole abbastanza
Da farmi irretire da tutto ciò che è negativo
Sono un bugiardo che non conosce la solitudine.

<<Un asino e un cagnolino vivevano in una fattoria. Ogni giorno il cagnolino andava incontro al suo padrone, agitava la coda e lo leccava. Il padrone perciò amava molto il suo cagnolino e lo accarezzava con grande affetto. Il cagnolino invece conduceva una vita felice e serena: non lavorava, dormiva spesso, aveva sempre acqua fresca e cibo in abbondanza. L'asino conduceva una vita dura e misera: spesso era nei campi, portava grandi sacchi e talvolta i servi lo bastonavano. Allora l'asino un giono pensò: "Il mio padrone ama fortemente il cagnolino. Se lo imito anch'io sarò ben accetto ..." Quindi andò incontro al padrone, agitò la coda e pose gli zoccoli sulle sue spalle. Il padrone atterrito chiamò i servi: essi accorsero e cacciarono lo sciocco asino con verghe e pietre.">>
Nella versione che conoscevo io di questa favola di Fedro l'asino fa anche una fine peggiore e considerato impazzito e pericoloso viene letteralmente abbattuto. La morale della storia mi perseguita sin da bambino: non c'è niente da fare, se nasci tondo non muori quadrato nonostante tutti gli sforzi e i sacrifici che ti puoi inventare. Di conseguenza a volte purtroppo farsi apprezzare ed avere più considerazione da parte di alcune persone è impresa letteralmente impossibile e l'unica conclusione ahimè è una rassegnata rassegnazione. E' giusto? Probabilmente no ma c'est la vie...

Mai cedere, rubare, ingannare o bere... ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte... e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro.
Tratto dal film "Hitch - Lui si che capisce le donne" di Andy Tennant
PS. Mancano 98 giorni...
mercoledì, 23 aprile 2008
ENTRA LIBERAMENTE, ESCI SICURO E
LASCIA UN POCO DELLA FELICITA'
CHE HAI PORTATO CON TE.
(-tratto dal film "Il bacio di Dracula"-)

Sfortunatamente il blocco dello scrittore non mi è ancora del tutto passato ma fortunatamente anche stavolta corre in aiuto un'amica che scriverà per me eheh (andando avanti di questo passo apro una casa editrice eheh). Quello che vi propongo qui è la traduzione di una canzone degli Oasis da cui il titolo del blog, brano che mi è stato presentato come la "canzone della spensieratezza". Alcune strofe sono bellissime, altre sono sinceramente incomprensibili (almeno per me) e sarei proprio curioso di leggere i vostri commenti. Ma auguro a me stesso e a tutti voi che lo leggerete tutta la spensieratezza del mondo! ;-)
Qualcuno potrebbe dire
che il sereno viene dopo il tuono
Vai a dirlo a colui che non è capace di risplendere
Qualcuno porebbe dire
che noi non riusciremo mai a riflettere
Oggi sui nostri pensieri perchè essi sfuggiranno al tempo
Qualcuno potrebbe dire
che noi troveremo un giorno più luminoso
Qualcuno potrebbe dire
che noi troveremo un giorno più luminoso
Perchè io sono stato alla stazione
E ho bisogno di educazione sotto la pioggia
Ancora una volta non ti sei preparata per la mia fama
L'acquario è pieno di pesci
Lei ha i piatti sporchi nel cervello
Stava straripando piano piano ma è tutto ovvio amico
Qualcuno potrebbe dire che loro non credono nel paradiso
Vai a dirlo a colui che vive all'inferno
Qualcuno potrebbe dire che tu riavrai ciò che hai dato
Se tu non riavrai ciò che è tuo
nemmeno io riavrò ciò che è mio
Qualcuno potrebbe dire
che noi troveremo un giorno più luminoso
Qualcuno potrebbe dire
che noi troveremo un giorno più luminoso
Perchè io sono stato alla stazione
E ho bisogno di educazione sotto la pioggia
Ancora una volta non ti sei preparata per la mia
L'acquario è pieno di pescifama Perchè lei ha i piatti sporchi nel cervello E il mio cane è stato pizzicato un'altra volta Pizzicato in cucina un'altra volta

Grazie Maria Laura, un bacione!
Primo battito di ciglia del mattino, in poche frazioni di secondo la ,mente si mette in moto e scatta il solito perverso meccanismo: rapida analisi degli ultimi anni della mia vita, rilevazione di quanto perso sinora, bruciante e freddo senso di impotenza, disarmanti prospettive per il futuro, bilancio inesorabilmente in perdita... Faccia perplessa nella migliore delle ipotesi, terrorizzata nella peggiore. E' un attimo, solo un attimo. Una rapida stilettata precisa e il battito di ciglia degenera in due occhi sbarrati. Fisso il vuoto del soffitto, poi la sveglia, poi il soffitto, poi di nuovo la sveglia... Non voglio, neanche stavolta voglio... ma mi tocca. Non importa che debba andare al lavoro o che sia un giorno festivo: non voglio e basta. Va avanti così da diversi anni, fin dai tempi del liceo. Ho un vaghissimo ricordo di un giorno dove balzavo dal letto felice di vivere finalmente una giornata piena di grandi aspettative. Bellissima sensazione, quanto desidero riprovarla ancora una volta! Un minuto e sto in piedi, mi faccio coraggio e sto in piedi e in un modo o nell'altro anche stavolta sono pronto all'azione.
Mi serve un senso, vorrei tanto trovare un senso a tutto questo, che mi sia di conforto e di speranza... e se un senso non c'è fregarmene quel tanto che basta a farmi una bella ronfata e svegliarmi il giorno dopo ancora col sorriso sulle labbra. Tu che ne dici Vasco?
Un Senso (Vasco Rossi)
Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!
Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha
Ps. Oggi è il mio onomastico, si festeggia San Paolo. Peccato che io sia uno dei pochi sfortunati che si è dovuto passare l'intera giornata in ufficio ma vabbè, pazienza. Pensavo ad un mio caro amico prete che mi diceva che portare il nome di un certo santo significava in qualche modo che a grandi linee la propria vita sarebbe stata simile alla sua. Beh, caro San Paolo io non so davvero se come te sarò fulminato lungo la via di Damasco ma per ora più che una similitudine noto una grande differenza fra noi: tu avevi perso la testa per una giusta causa, io per una pessima...
Certe volte la vita fa schifo. Certe volte vorresti che la terra t'inghiottisse e che questa interminabile, estenuante e frustrante partita terminasse così, molto tempo prima del fischio finale del Grande Arbitro. Non è facile rendersi conto che non ci si può arrendere, non è facile trovare la forza di rialzarsi, di andare avanti e di crederci ancora. Solo a mente lucida, quando riesci a dominare emozioni pesantissime, puoi finalmente digerire l'amaro calice e riprendere il gioco più forte di prima. Io non mi sento ancora così pronto. Lo dico un po' per prudenza e un po' per non abbassare mai la guardia. Ho masterizzato un cd recentemente, un cd dove ho inserito parecchi brani "adrenalinici", di quelli che ti invitano a lottare. "Una musica può fare" cantava Max Gazzè e magari anche nel mio caso può essere terapeutica. L'introduzione di questo cd però non è un brano musicale ma un discorso tratto da un bellissimo film di Oliver Stone: Ogni maledetta domenica. E' il discorso che il coach Tony D'Amato fa alla sua squadra pochi minuti prima dell'inizio della finalissima del torneo, un discorso emozionante, profondo e galvanizzante che vi ripropongo qui di seguito:
Non so cosa dirvi davvero. 3 minuti, alla nostra piu difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi, o risorgiamo, come squadra, o cederemo, un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei, credetemi. E…possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce; possiamo scalare le pareti dell’inferno un cm alla volta. Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio; mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso: certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezz’età possa fare. Si perchè io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no; ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene, e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita, però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere, e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perchè in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo: mezzo passo fatto un po in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa, ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi; ce ne sono ad ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro; in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi, e tutti quelli intorno a noi per un centimetro; ci difendiamo con le unghie e coi denti per un centimetro, perchè sappiamo, che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa, in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro. E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perchè sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta li, in questo consiste. E’ in quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare; dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi; io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto, che quando sarà il momento, voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò: o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremmo annientati individualmente. E’ il footbal ragazzi: è tutto qui.
Vai coach, sono con te!

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